"Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni."Così scriveva Marco Travaglio nel 2006, nel suo libro "La scomparsa dei fatti".
Non aveva torto, tanto allora quanto adesso l'informazione italiana ha la pessima abitudine a tollerare abnormi deformazioni della verità, al punto che è diventato possibile sostenere qualunque baggianata senza che il conduttore/giornalista di turno provi a opporsi.
In questo modo tutto diventa relativo, se l'elettore non è in grado di sapere se i disoccupati sono di più o di meno, se l'evasione è aumentata o diminuita, se insomma il politico che parla sta dicendo palle, il dibattito elettorale non è altro che tifo da stadio.
Così l'elettore Pd insulta il berlusconiano per il Bunga Bunga, l'elettore Pdl insulta quello del Pd perchè comunista e il grillino... insulta tutti a prescindere.
Risultato: nessuno cambia posizione di un millimetro sulle questioni concrete.
Lo scopo di questo blog è analizzare i dati economici e statistici disponibili in rete per avere una base un po' più concreta su cui discutere con chi non la pensa come noi, perché secondo me è proprio la mancanza di un dialogo costruttivo per il bene del paese che ci ha portato a questa situazione.
Magari, anzi, probabilmente mi leggeranno in quattro gatti, ma spero di instillare in quei pochi almeno il dubbio che i loro leader non hanno tutte le risposte e che il fatto che qualcuno abbia votato diversamente non implica necessariamente che sia un imbecille.
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